CORONCINE DI MABON

 

 

LE  DEE DEGLI ELEMENTI

 

By Shyamavallabha
giovedì, 28 settembre 2006+15:16
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Altri Greenman questa volta in terracotta grezza  e colorata 

 

MABON GREEN MAN

  

 

MABON

I celti chiamavano l'Equinozio Autunnale con il nome di Mabon, il
giovane dio della vegetazione e dei raccolti, figlio di Modron, la
Dea Madre.
In molti circoli druidici veniva chiamato Alban Elued, "Luce
dell'Acqua", dove l'acqua rappresenta l'oceano cosmico in cui si
immerge il sole nella parte calante dell'anno, la misteriosa
profondità marina che diviene sempre più scura con l'accorciarsi dei
giorni.
Da noi Mabon segna il completamento del raccolto con il momento
della vendemmia dell'uva, dono di Dionisio - nato da Persefone e
Ade - dio della vite e dell'ebbrezza.
Il vino che si trasforma nei lunghi periodi nelle botti al buio,
rappresenta lo spirito degli iniziati nei riti misterici, il
passaggio, la trasformazione, il cambiamento.
Costante messaggio degli Equinozi è che il tempo dell'equilibrio
marca l'inizio della trasformazione. La trasformazione invernale
consiste in un viaggio nel sé profondo, a contatto con le divinità
che si ritirano dal mondo manifesto.

Il 21/23 settembre, è dunque l'equinozio d'autunno: un nuovo
appuntamento con l'equilibrio.
A Oestara la luce e il buio si bilanciavano fra pari e ora
nuovamente si verifica la stessa situazione. Però a Mabon le
condizioni - il contesto materiale e spirituale - sono profondamente
diversi, le energie invertite. Il dio Sole inizia a declinare per
fare posto alle divinità femminili, lunari. Il buio sta per prendere
il sopravvento sulla luce.
L'equilibrio è rivolto all'interno.
È il momento giusto per ringraziare gli Dei per la manifestazione,
l'abbondanza del raccolto che ancora stiamo ricevendo e che ci
stiamo organizzando per immagazzinare. Si ringrazia per il
sostentamento, mentre ci si prepara ad addentrarsi nel Tempo dello
Spirito, perché non c'è attività spirituale che non sia sostenuta
dalla prosperità materiale. E nel Dio che viene invocato, già c'è la
promessa del sostentamento del prossimo anno:

" Ti invoco, potente vecchio Sole,
portaci il tuo equilibrio, tu Dio del giorno che ti alterni con la
notte
in questo giro della Ruota che sta giungendo alla fine.
Ti ringrazio per il tuo potere e la tua energia
che hanno maturato i frutti.
La tua danza con la Dea si è consumata.
La tua energia ora pulsa dentro i semi ed è promessa di un altro
raccolto.
Il tuo calore ci ha riscaldati!"  *

Il Dio/Sole sta invecchiando: il suo declino è evidente. Ma già la
sua energia riposa dentro i semi che abbiamo messo da parte per le
future semine e le colture del prossimo raccolto. Non c'è nel Sole
alcun rimpianto: c'è soddisfazione, opera compiuta e promessa di
continuità!

Analogamente la Dea/Terra è matura: dalle forme primaverili della
fanciullezza era passata a quelle estive della fertilità ed ora sta
per trasformarsi in quelle della saggezza e dell'introversione
autunnale che dopo Mabon prenderà inizio.
È una Dea in fase di trasformazione, che solo a Samahin, col
completarsi del ciclo della Ruota dell'Anno, raggiungerà la piena
consapevolezza di sé, diventando "crona", la triplice complessa
anziana che in sé contiene le forme precedenti.
A Mabon inizia l'espansione della sua saggezza finale.
È Persefone dei misteri Eleusini, anticipazione di Ecate Trivia,
della Grande Madre che tutto include, di Maha Devi nei suoi tre
aspetti riuniti…

Nella festa di Mabon c'è un carattere di socievolezza e allegria, un
inno alla vita che continua, un prepararsi alla durezza dell'inverno
con un sorriso ed un animo fiducioso. Le divinità ci hanno
accompagnato finora, favorendo il nostro impegno per il
sostentamento per il tempo buio dell'anno. Ora tutta la comunità
celebra e ringrazia l'Abbondanza degli Dei… e placa l'ansia dei
momenti difficili che potranno venire, con il conforto di avere i
frutti del proprio lavoro come risorsa per superarli:

"Ti invoco saggia Ecate,
portaci il tuo equilibrio!
Tu Dea della notte che ti alterni al giorno,
in questo giro della Ruota che sta giungendo alla fine.
Ti ringraziamo per i frutti del raccolto che ci hai donato,
nella prosperità, nel lavoro, nelle relazioni e nei viaggi
spirituali.
Hai mantenuto tutte le tue promesse, oh saggia!"  *

Mabon è il momento di sospensione prima della discesa nel mondo
interiore, ma non è ancora la discesa vera e propria.
È tempo di preparazione, pausa, riorganizzazione.
Ma è anche tempo di celebrare i doni di Dioniso sotto la Luna della
Vendemmia lasciandosi andare per un poco a festeggiamenti corali,
liberando il consueto controllo, sciogliendo i freni.
Non è una festa facile da comprendere… contiene gratitudine e
malinconia, trasformazione e declino, abbandono e riorganizzazione,
celebrazione e addii, introversione e socialità.
I sentimenti sono in equilibrio contrapposto e tutto è segnale della
prossima trasformazione.
Come ogni momento di passaggio ci vengono posti infiniti
interrogativi che trovano risposta solo nel quadro più definito
dell'intero ciclo della Ruota:

"Nel mese del Passaggio
nel difficile varco fra i mondi
l'augurio di custodire
mentre il buio avanza
la memoria della luce ..."  **

Ricerca e testo di Maria Giusi Ricotti  - * Invocazioni per Mabon
dalla Tradizione di Ara - ** Poesia di Rosa Carotti
per
http://www.ilcerchiodellaluna.it © 2006

By Shyamavallabha
venerdì, 22 settembre 2006+09:51
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mabon, equinozio autunno
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GREENMAN

L'UOMO VERDE

Questo e' un mio lavoro,rappresente GREENMAN,l'Uomo Verde

il materiale e' cernit.

L'espressione "Uomo Verde" oggi abbraccia molto di più della figura scolpita del Medio Evo.  Un tale disegno universale, condiviso da tutti, espresso attraverso variabili forme simboliche, è definito un archetipo.
La moderna concezione dell'Uomo Verde lo associa a parecchi riferimenti diversi:  antichi miti arborei; l'idea dell'Albero della Vita; usanze popolari relative alle foglie rintracciabili in tutta l'Europa; racconti popolari come quelli di Robin Hood, Galvano, il Cavaliere Verde e altri; l'idea dell'Omo Salvatico; e l'antica denominazione tipicamente inglese, "The Green Man", che ha dato al simbolo il suo nome attuale. L'Uomo Verde archetipo appare periodicamente in manifestazioni della coscienza popolare, come risposta alle circostanze dei tempi. Il suo emergere attuale sembra derivare da un'ampia, istintiva, generalizzata consapevolezza della crisi ecologica generata dal nostro stile di vita sempre più in disequilibrio.

 L'antica mitologia ci narra, in molte forme, della Dea Madre che partorisce un figlio senza padre; un figlio che è posto sulla terra per aiutare l'umanità nei suoi bisogni. Ma mentre questo figlio è di origine divina, non è immortale egli stesso e deve perciò morire.
In alcuni miti Egli è associato all'albero, e questa associazione giunge ai tempi della civiltà Egizia e di quella Classica. La sua morte e rinascita erano associate alla rigenerazione primaverile, il miracolo essenziale di ogni comunità. Inoltre, la base mitologica di fondo dipinge il divino originatore di questo figlio come di sesso femminile: la Madre di tutto. Da questa mitologia sgorgano i costumi popolari che celebrano con la nuova nascita in primavera la rigenerazione della vita e la rigenerazione della comunità .
Il denominatore comune di queste usanze è un carattere, sempre maschile e coperto di fogliame, conosciuto in molti luoghi come "Jack in the Green" e solitamente associato con la Regina di Maggio, la quale rappresenta essa stessa la Dea come Vergine. Qualche volta "Jack in the Green" è simbolicamente ucciso per permettere l'arrivo dello spirito dell'Estate. Una delle sorgenti dell'Uomo Verdepuò essere statala percezione degli spiriti della natura e l'idea dell'Uomo Selvaggio,un uomo naturale leggendario che sarebbe vissuto nella solitudine delle foreste.
L'Uomo Selvaggio aveva anche un significato psicologico: egli rappresenta la persona naturale dentro ciascuno di noi; i nostri gusti e talenti che dobbiamo dirigere per agire bene nel mondo.  l'Uomo Verde rappresenta la divina consapevolezza nel mondo protetta dalle nostre forze naturali interiori.
  Molti Uomini Verdi sembrano scrutarci attraverso il fogliame senza espressione, come se semplicemente guardassero. In questo li possiamo considerare rappresentazione della consapevolezza della natura, la consapevolezza Divina, che è come dire anche, la nostra consapevolezza, perché noi tutti abbiamo parte del Divino. 

  

By Shyamavallabha
martedì, 19 settembre 2006+10:00
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celti, celtico, uomo verde, greenman
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SCUDO CELTICO

Altra creazione di Lugh

Scudo celtico in legno e ferro,

dipinto con rappresentazione simbolica dei quattro elementi.

 

By Shyamavallabha
martedì, 19 settembre 2006+08:19
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creazioni, artigianato, celti, celtico, scudo, scudo celtico
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SCARPE STORICHE

Ecco un altro dei lavori di Lugh.

Filologiche al 100%!!!!! E' uno dei modelli  piu' semplici di calzatura celtica,ma anche  solido ,robusto e comodo!! realizzato da un unico pezzo di pelle.

Sono scarpe storiche celtiche in cuoio per rievocavioni e feste storiche,e non solo..

Scarpe celtiche antiche: il «modello Hallstatt»
Testo a cura della redazione di
Celtica.it

Dove possiamo trovare gli spunti e le immagini per realizzare le scarpe celtiche appena presentate? Come sempre ci aiuta l’archeologia, grazie alla quale abbiamo le immagini dei tipi di scarpa più diffusi in antichità e le informazioni sui materiali usati: pelle, cuoio o fibre naturali.
Troviamo queste ‘dritte’ osservando le statue e i bassorilievi dove i Celti sono raffigurati (un esempio celebre è il calderone di Gundestrup), ci sono gli esemplari di calzature ricostruiti in vari musei europei e ci sono ritrovamenti eccezionali come le calzature integre scavate nelle miniere di sale di Halstatt, in Austria.
Ecco alcune scarpette di epoca halstattiana molto simili al nostro modello .

Questo sandalo si è conservato grazie al sale di miniera e ha attraversato i secoli in ottime condizioni dall’Età di Hallstatt (VII-V sec. a.C.) ai giorni nostri. Il reperto, ritrovato sul Dürnnberg, è conservato ed esposto presso il Kelten Museum di Hallein (Austria).

Altri due modelli di calzatura celtica ritrovati sempre nelle miniere di salgemma del Dürnnberg austriaco: si sono conservate “sotto sale” per oltre 26 secoli e oggi sono conservate ed esposte presso il Kelten Museum di Hallein (Austria).

By Shyamavallabha
lunedì, 18 settembre 2006+08:48
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archeologia, scarpe, creazioni, artigianato, celti, celtico, riproduzioni storiche, scarpe storiche
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Iniziamo col presentare le spade e i pugnali che costruisce artigianalmente Lugh.

Sono riproduzioni storiche di armi celtiche costruite interamente a mano con  acciaio o ferro,legno e cuoio

Ecco un  pugnale  .I materiali sono ferro,cuoio

e il fodero e' in legno decorato

 

 

Qui i materiali sono sempre ferro e legno,

il fodero e' di cuoio con inserti in rame.

Adatto anche come athame.

Ecco una spada in acciaio con fodero di legno decorato con disegni pirografati e strisce di cuoio,completa di cintura.

Adatta anche per sfilate e combattimenti storici.

N.B: Le spade e i pugnali NON sono affilate ,

quindi assolutamente non pericolose!!!

 

 

By Shyamavallabha
venerdì, 15 settembre 2006+16:16
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storia, creazioni, coltelli, artigianato, spade, celti, pugnali, celtico, riproduzioni storiche
commenti (1)


celticgoddessresize.jpg - 43730 Bytes

 Benvenuti a tutti!!!!

Inanzitutto ci presentiamo: siamo Aisling e Lugh

e abbiamo deciso di aprire questo blog per presentarvi le nostre creazioni artigianali di ispirazione celtica,e non solo,anche molto altro...

lasciate i vostri commenti e i vosti pensieri,saranno molto graditi,

e non esitate a contattarci per qualsiasi tipo di domanda o richiesta!

)O(benedizioni)O(

Vostri Aisling e Lugh

 

 

 

 

By Shyamavallabha
venerdì, 15 settembre 2006+15:40
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D e s c r i p t i o n

Artigianato celtico e molto altro....

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